still-life e l’arte della modellazione della luce

Da quando imperversa in lungo e largo la diffusione di massa delle immagini di prodotto la parola #stilllife è diventata di uso comune, pure troppo tanto che spesso se ne confonde di molto il significato. Partiamo con il dire che fotografia still-life specifica un genere di fotografia che focalizza la sua attenzione a scene e immagini di prodotti statici quindi prive di fattore “umano”. Come nel campo della fotografia di moda esistono diverse tipologie di sotto settori (ecommerce, lookbook, campagna, editoriale) gli stessi identici settori si rispecchiano nello still-life.  è possibile infatti realizzare fotografie per e-commerce, dove spesso è richiesto una o più foto dell’oggetto su fondo bianco o neutro destinata ad uso web (bassa risoluzione) oppure la stessa immagine potrebbe essere richiesta per un lookbook o catalogo tecnico in cui il livello di dettaglio e la tipologia di realizzazione dello scatto all’oggetto cambia notevolmente; non cambia la macchina fotografica o la risoluzione in megapixel ma bensì proprio le tecniche utilizzate per lo scatto finale. Nel caso di cataloghi tecnici si presta molta più attenzione al posizionamento del prodotto, all’illuminazione (che non sarà base ma una ad-hoc per valorizzare profondità e tridimensionalità dell’oggetto) e una accuratezza 10 volte superiore in fase di post-produzione, con un occhio attento alla pulizia e finalizzazione. A questi processi verrà aggiunta una fase finale di calibrazione colore per la stampa (in base al tipo di carta che il cliente/agenzia sceglieranno per l’impaginazione del catalogo).
Oltre a questa tipologia di scatti esistono una serie di tipologie più “creative” in cui viene richiesta oltre ad una capacità tecnica di realizzazione anche un apporto creativo, stiamo parlando dello still-life per campagna o per editoriale in cui il lavoro di realizzazione somma le competenze tecniche di composizione creativa dei prodotti, allestimento del set e scenografie, alla capacità di ambientare la luce sui prodotti.

A queste tipologie più tecniche di scatti creativi ne è nata recentemente una più moderna legata all’utilizzo dei social network da parte di aziende e brand, per la programmazione di campagne digital, stiamo parlando dei social adv ovvero campagne fotografiche legate alla diffusione del materiale sui social piuttosto che su riviste. In questa tipologia di scatti solitamente è richiesta una quantità massiccia di immagini prodotte in quanto, solitamente, le pubblicazioni sono spalmate nell’arco di mesi in cui i piani editoriali digital (essendo molto più economici di quelli cartacei) si basano sulla quantità.
Questa tipologia di scatti ha messo seriamente in crisi gran parte dei fotografi professionisti di still-life perchè realizzare uno scatto still creativo richiede in fase di scatto uno studio molto attento del set, oltre che a diverse ore di produzione dello scatto e molto tempo di post-produzione, tutti fattori che vanno contro le richieste ed esigenze pratiche del cliente, ed ovviamente produrre scatti campagna è immaginabile abbia un costo nettamente superiore e logicamente non idoneo a una produzione massiccia di fotografie come quella richiesta per i social adv.

Per realizzare quindi scatti social adv nello still-life spesso è necessario da parte del fotografo una grande creatività che non va direzionata solo verso una realizzazione del set “figo” ma deve riuscire a incastrare una serie di fattori: praticità di realizzazione del lavoro, tematica del lavoro stagionale in modo da poter far confluire una logica creativa di prodotto all’interno della campagna, velocità nella modifica del set in una stessa sessione di lavoro in modo da avere diverse tipologie e produrre più varianti di immagine, calibrare una luce idonea e trasversale a più set possibile in modo da non perdere molto tempo nel cambio set per la ricalibrazione della luce sui differenti set. Ovviamente il grado di precisione e attenzione per una sessione di scatti social adv non potrà mai essere uguale a una di una serie di scatti campagna, ma è il prezzo da pagare per poter richiedere al fotografo un prodotto professionale ma allo stesso tempo in quantità idonea a un piano editoriale web massiccio e serrato.

 

 

Sottovalutare gli scatti still-life per una azienda (o agenzia di comunicazione) è il primo errore verso una strategia di marketing fallimentare. Le foto se fatte bene possono accattivare e rendere molto appetibile un prodotto, devono essere curate nei dettagli e devono rendere l’oggetto nella sua bellezza. Alle volte i prodotti usciti da fabbriche non sono perfetti, il compito del fotografo commerciale è quello di renderli perfetti e appetibili, correggendo tutta una serie di difetti di produzione che ahimè vengono sempre commessi.

Troppo spesso vengono sottovalutate perchè si pensa che essendo foto su “fondo bianco” siano di semplice realizzazione ma non è così, dietro un semplice scatto possono esserci diverse ore di progettazione, come ad esempio nelle foto delle bottiglie di vino dove come minimo un singolo scatto è composto da ben 5/6 scatti uno per ogni parte della bottiglia ciascuno con differenti schemi di illuminazione per rendere la tridimensionalità del prodotto, del tappo e la leggibilità dell’etichetta; scatti che poi vengono montati tra loro per costruirne uno unico.