Avvocato di Strada

Avvocato di Strada progetto fotografico

in collaborazione con Nicola Violante e l’ass. Avvocato di Strada Bari

Ho sempre pensato che sono le “scelte” a fare l’uomo diverso, a sottoporci alle continue sfide della vita, e poi dall’altra parte esiste il destino che si intreccia con le scelte, fondendosi indissolubilmente.

Diversi anni fa Nicola Violante, all’epoca già socio dell’associazione Avvocato di Strada, venne a trovarmi nel mio studio e mi propose di raccontare delle storie.
Mi chiese come poterle rendere fotografie; lui inizialmente aveva un idea di fotografia legata al reportage, alla storia narrata e scattata in strada, sui luoghi, nei contenitori della vita reale; io invece ho voluto modificare gli schemi.
Dissi a Nicola che la mia scuola di fotografia era incentrata sul ritratto e che attraverso un ritratto avrei voluto raccontare una storia. La storia di una persona, in una situazione difficile, ma che è sempre una persona, e molti, troppi, se ne dimenticano.
Ho deciso di proporre una serie di ritratti estrudendo il soggetto al suo contesto naturale, la strada, portandolo in una dimensione neutrale, isolandolo dal mondo che lo avrebbe troppo caratterizzato non per quello che è ma per ciò che lo circonda.

Un senza fissa dimora è un uomo che ha fatto delle scelte, che ha percorso delle strade ma è un uomo.
Mi sono comportato con lui come se fosse un mio cliente a cui dovevo realizzare un ritratto sotto commissione: l’abbiamo invitato nello studio , e abbiamo chiacchierato con lui. Ci siamo fatti raccontare, lentamente, la sua storia, liberamente, senza forzature, e poi alla fine un paio di scatti fotografici, senza pose e artifici.
Quando uno trascorre 2 ore chiacchierando con una persona come se fossimo amici da sempre, alla fine si instaura un contatto diretto, un legame che mi permette di capire l’altro, di leggerlo, di cogliere quelle micro espressioni che lo caratterizzano, ed un sorriso forzato si arrende ad un imbarazzo iniziale; si scioglie in un semplice essere se stessi nell’attimo di un istante.
Non è nel click della fotocamera che si cela il ritratto ma nell’intesa di un dialogo instaurato anche se nel breve tempo della una storia di una vita.

I ritratti, in studio, cercano di raccontare l’uomo per quello che è. La sua storia vorrei che la percepiste nel suo sguardo, nei solchi del suo viso, nel timido o accennato sorriso, nel modo di porsi alle volte fiero altre timido come ognuno di noi è nella vita di tutti i giorni.

Troppo abituati alla perfezione di un selfie, invece un Ritrtatto nasconde la vita esaltando le nostre imperfezioni come segni indissolubili di scelte che ci rendono unici, veri, autentici Eroi di noi stessi.

Fabio